Le stagioni della Cattedrale di Monopoli. Storia, arte e architettura a cura di Oronzo Brunetti e Francesco Lofano

Presentazione del volume 12 gennaio 2026 ore 18.00 - Museo Diocesano di Monopoli

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COMUNICATO STAMPA

Le stagioni della Cattedrale di Monopoli. Storia, arte e architettura

a cura di Oronzo Brunetti e Francesco Lofano

Presentazione del volume 12 gennaio 2026 ore 18.00  Museo Diocesano di Monopoli

Il 12 gennaio 2026 alle ore 18.00, nella Sala delle Conferenze del Museo Diocesano di Monopoli, i professori Pierluigi Leone de Castris, ordinario di Storia dell’arte presso l’Università Suor Orsola  Benincasa di Napoli, e Fabio Mangone, ordinario di Storia dell’architettura presso l’Università di Napoli Federico II, presenteranno il volume curato da Oronzo Brunetti e Francesco Lofano. Il libro dedicato alla Cattedrale di Monopoli è il risultato di una ricerca corale che, grazie all’apporto di più specialisti, restituisce una lettura aggiornata e interdisciplinare delle diverse fasi storiche del monumento simbolo della città.

Il volume si apre con approfondimenti intorno all’icona della Vergine della Madia. Valentino Pace, sulla base di attente osservazioni condotte da Nori Meo Evoli, riconsidera le questioni relative alla datazione. Temi di ricerca inediti sono presentati da Giovanni Brescia, che ricostruisce la genesi della leggenda agiografica, e da Marcello Fagiolo e Vittoria Petrosillo che analizzano il tema iconografico della zattera, la diffusione delle immagini devozionali e il processo di costruzione dell’identità cittadina.

Le indagini archeologiche, i restauri e la trasformazione della cripta in Museo della cripta di Romualdo sono presentati rispettivamente da Miranda Carrieri e da Domenico Capitanio; sulla fase edilizia medievale torna anche Arianna Carannante inserendo l’episodio monopolitano nel contesto dell’architettura religiosa pugliese del XII secolo. I manufatti medievali superstiti sono analizzati da Teodoro De Giorgio che li confronta con altri esempi coevi europei.

Per l’Età moderna i documenti conservati presso l’Archivio Unico Diocesano consentono una maggiore comprensione dei fatti storici e Cristiana Guarnieri ricostruisce un quadro sui fondi disponibili fondamentali per ricostruire l’immagine della cattedrale andata poi distrutta. Clara Gelao prende in esame l’apparato plastico presente nella cattedrale fra Quattro e Cinquecento, in particolare le sculture realizzate da Stefano da Putignano per la cappella più antica i cui resti sono tuttora visibili sul muraglione esterno. La stessa studiosa, occupandosi anche della tela di San Girolamo nello studio di Lazzaro Bastiani oggi nel Museo, introduce i temi della pittura veneta che, insieme a quella napoletana, saranno i principali orizzonti di riferimento. Nicola Cleopazzo approfondisce lo stesso tema presentando le opere di Marco Pino, Giovanni Battista Lama, Silvestro Buono e Jacopo Palma il Giovane in relazione alla loro committenza. Risale al XVII secolo anche la costruzione del campanile che Antonio Russo lega alla tradizione architettonica salentina.

 Dal 1742, distrutta la cattedrale medievale, prende avvio la costruzione della nuova fabbrica i cui spazi sono studiati da Oronzo Brunetti; il tema del ‘cappellone’ è interpretato quale invenzione autoctona e non legato alla cultura spagnola, come ritenuto finora. Sul cantiere si formano importanti figure della cultura architettonica pugliese e, oltre a Pietro Magarella, emerge la personalità di Giuseppe Palmieri. La lettura critica degli spazi è affrontata anche attraverso il linguaggio fotografico in bianco e nero di Mario Ferrara. Francesco Liuzzi, ricorrendo a nuove ricerche d’archivio, ripercorre le vicende dei costosi manufatti eseguiti dai più noti marmorai napoletani mentre Gian Giotto Borrelli approfondisce la presenza dello scultore Giuseppe Sanmartino con le due statue destinate all’altare della Madonna della Madia. La cappella del Sacramento, uno degli ambienti più riusciti della cattedrale è studiato da Francesco Lofano che, oltre alla lettura delle tele di Francesco de Mura, prende in considerazione il tema del mecenatismo confraternale, aspetto molto importante perché mette in luce il conflitto fra il sodalizio e il Capitolo della cattedrale nelle scelte culturali da operare; anche in fase di costruzione della fabbrica, il Capitolo si era opposto alle indicazioni di alcuni vescovi imponendo operatori locali. Le trasformazioni dello spazio antistante alla chiesa e la definizione del ‘muraglione’ sono affrontati da Emma Maglio che arriva a considerare i lavori degli anni Cinquanta del Novecento che hanno abbassato la quota della piazza al livello stradale. Paolo Perfido, che aggiunge alcune note sul contesto urbano medievale, ha coordinato il lavoro di documentazione fotografica a colori e di rilievo, elemento fondamentale per la conoscenza e la lettura diacronica dell’intera fabbrica, dalla cripta di Romualdo, al campanile, alla chiesa settecentesca.

Grazie alla collaborazione fra studiosi di diversi ambiti disciplinari si è riusciti ad offrire una lettura complessa della Cattedrale che fu il più grande e articolato cantiere architettonico della Puglia del Settecento, un’opera capace di ridefinire l’assetto urbano e l’identità della città.

A chi è rivolto

Adulti
Anziani
Bambini
Famiglie
Giovani

Luogo

Museo diocesano

Il Museo Diocesano di Monopoli, attiguo alla Cattedrale, è stato istituito nel 2002 nei locali dell’ex Seminario Vescovile

Via Cattedrale, 70043, Monopoli, Bari

Museo Diocesano - Sala dei pittori napoletani

Date e orari

2026 12 Gen

Inizio evento 18:00 - Fine evento 19:00

Costi

GRATUITO

Ingresso gratuito

Ulteriori informazioni

Ultimo aggiornamento: 09/01/2026 17:47

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