Chiesa e ex convento San Domenico

Chiesa e convento

Chiesa San Domenico © Miranda Carrieri - Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Descrizione

Chiesa

Il Complesso conventuale di S. Domenico rappresenta uno dei nodi più significativi della cultura monopolitana.

La Chiesa riveste un notevole interesse non solo dal punto di vista artistico, ma anche storico; essa è infatti un monumento di gran pregio architettonico ed un ricchissimo contenitore di beni culturali, ciascuno dei quali testimonia un momento della storia monopolitana in un ambito cronologico che va dalla fine del sec. XV al sec. XVIII.

Dall’indagine condotta sul complesso conventuale è scaturito un interessante bilancio culturale che illumina il rapporto Monopoli- Puglia e pone la chiesa di S. Domenico come specchio efficace della situazione monopolitana, come esemplificazione delle 3 varie tendenze culturali che interessano la città nei secoli suddetti.

Nell’Aprile del 1528, mentre la peste vi faceva vittime, 400 soldati veneti prendevano possesso di Monopoli che, pacificamente e perché stremata dall’ epidemia, aveva loro aperte le porte preferendo così i colori di S. Marco a quelli spagnoli. Il comandante della guarnigione, Andrea Gritti, fece abbattere gli edifici che si trovavano fuori dalle mura, ma vicine ad esse, per non consentire l’eventuale utilizzazione agli spagnoli che, al comando del marchese del Vasto, ben presto si sarebbero presentati per tentare la conquista della città. Così, fra quei fabbricati, furono demoliti anche il convento e la chiesa di Santa Maria della Nova con i tesori d’ arte che certamente contenevano. I frati, però, già il 20 Agosto 1530, << dalla felice memoria di Clemente VII >> ricevettero il permesso di edificare un nuovo convento.

I padri predicatori avrebbero fondato la loro chiesa, fuori le mura, nell’ area delle fontanelle , e questa si sarebbe chiamata S. Maria Nova, come la chiesa domenicana di Firenze, cara a Dante. Qui fra Reginaldo aprì il suo studio di priore e di artista della miniatura, che tanta fama doveva dargli. Qui, probabilmente, nell’antica chiesa, prima che fosse distrutta, durante l’assedio spagnolo, “approdò” la preziosa tavola del Giambellino, ora nella Pinacoteca provinciale di Bari. Per i domenicani di Santa Maria Nova lavorò infine Stefano da Putignano. Quando poi convento e chiesa furono riedificati entro le mura, sul finire del sec. XVI e nei primi anni del Seicento, i domenicani confermarono nei due secoli successivi il livello intellettuale dell’Ordine e il gusto dell’ arte.

Sorge la chiesa a tre navate, s’ innalza con la cupola, termina con una abside goticheggiante. Il lavoro della pietra, il ricamo dell’ornato, dalle cornici delle porte all’arco trionfale del presbiterio, dai capitelli agli altari barocchi, i sottili congegni strutturali come le strette navatelle e il rincorrersi superiore delle agili volte, sono la sua ricchezza. Si rincorrono anche gli stili: la nostalgia del gotico appare a ridosso della cupola rinascimentale; alle sofisticate, manierate cornici delle porte ai lati dell’ abside, rispondono le tarantole mistiche degli altari salentini. Il primo a destra, nella cappella del Rosario, sembra del Manieri che tra il 1741 e il 1742 lavorò a Monopoli per il S. Leonardo della Benedettine.

Gli altri due sono a sinistra, il primo con i domenicani in gloria, e il terzo con S. Domenico. Il Santo spagnolo è anche nel soffitto con la Madonna e S. Caterina da Siena, opera di Gerolamo Cenatiempo(1703); è ancora nel dipinto di Palma il Giovane, sulla parete sinistra del transetto, visitato da tre Sante, nel miracolo di Soriano. Usciti dalla chiesa si ammira la facciata, nota per il rosone e il suo prezioso ricamo. Ma anche per gli inserti stefaneschi sull’asse centrale o linea alba della centralità: “Cristo coronato di spine”, “S. Domenico”, “e la Madonna in trono col Bambino” nella cuspide: una verticale figurata come nelle migliori raffigurazioni classiche. Sin dal Cinquecento S. Domenico fu ,con i suoi artisti e letterati, uno splendore di “cherubica luce”, come dice Dante luce di cultura e di civiltà artistica.

Il convento, oggi caserma dei carabinieri, conserva la nobiltà antica: il chiostro luminoso, la classica cornice d'ingresso, le logge rinascimentali sulla piazza XX settembre.

Fonte:
Comune di Monopoli- Assessorato alla cultura, Monopoli nel suo passato, Dicembre 1985.
Michele Pirrelli, Tra Conventi e Monasteri, Gelsorosso.

The small church of St. Gerardo is situated in the homonym country- district of Monopoli. The building is dated back to 1909. In the middle of the month of September, in Saint’s honour, patron- saint of the pregnant women and children, the Feast-Day of the district is held on. After a week of religious ceremonies (carried out), the sagra del panzerotto (Feast of the fritter) is the ending of celebrations.
The Holy Mass is celebrated every Sunday at 11.00 a.m.

The Saint
Gerardo Maiella was born in 1726, during the month of April, in Muro Lucano (Pz). He was the son of a humble tailor. In 1752, after taking solemn vows in the Conftraternity of Santissimo Redentore. He was canonized by Pope Pio X after the recognition of his miracles.
Nowadays, Gerardo Maiella is officially recognized as the patron-saint of the pregnant women. It is believed that before his death, he forgot his handkerchief in the house of a family where he stayed on. A little girl ran to him in order to get the handkerchief back but he suggested her to keep it. As time went on, after the death of the monk Gerardo, the girl married had no chance to survive because of childbirth complications. Fortunately, she managed to give birth to her first baby as soon as the handkerchief was placed on her womb and the pain ceased.
In 1755, during the month of October, St. Gerardo died from tuberculosis in the monastery of Materdomini at the age of 29. The worship of the saint is alive in the areas where he stayed, such as Foggia, Potenza, many towns in the province of Avellino, Monopoli and Muro Lucano as well. A shrine dedicated to St. Gerardo and St. Antonio Abate was built in Piedimonte Etneo where you can visit the Room of Bows (la Stanza dei Fiocchi) with walls and ceilings covered with thousands pink and blue bows that mothers donated to the Saint by the time.

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Dom
Dalle ore 10:00 alle ore 20:00
Valido dal 01/05/2025

Ulteriori informazioni

Via S. Domenico, 52
70043 Monopoli (BA)
Tel. 080 410.74.86

La Chiesa è sede della Confraternita "San Cataldo e Santi Medici"

Codice univoco

Codice DB Beni Culturali n.1600042221 - https://catalogo.beniculturali.it/

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