Chiesa S. Antonio

La Chiesa S. Antonio è annessa all'ex Convento

La chiesa è sede di parrocchia

Chiesa S. Antonio
Chiesa S. Antonio, facciata © http://cartapulia.it/dettaglio?id=128429 - Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Descrizione

Edifici di culto

A causa di una prodigiosa fuga della statuetta del Santo di Padova, la chiesa della Madonna delle Grazie, la cui costruzione risale probabilmente intorno al 1600, fu ribattezzata col nome di S. Antonio.

Con lo scopo di distribuire in maniera piu’ equa le chiese concentrate già nel numero di cinque nel vecchio abitato, in una Monopoli in continua espansione, Mons. Nicola Monterisi, Vescovo della Diocesi, nel 1919, su concessione di un decreto reale dello stesso anno, trasferì la Parocchia del SS. Salvatore alla chiesa di S. Antonio. Si tratta dell’ex chiesa conventuale dei minori Osservanti che, dopo la cacciata dei frati, nel 1853, fu consegnata dal Demanio al Comune con il largo del Convento, in passato utilizzato come piazza d’armi per le esercitazioni militari; oggi è stato trasformato in giardino pubblico, dove si trova un cippo in ricordo del celebre musicista monopolitano Orazio Fiume (1908-1976).

L’interno della chiesa è ad unica navata con cappelle laterali al cui corredo concorsero le più facoltose famiglie monopolitane che costruirono altari, commissionarono dipinti, eressero sepolcri marmorei. La prima a destra è conosciuta come Cappella Piccigalli; segue la Cappella Cortes, famiglia d’origini spagnole, in successione la Cappella Palmieri. In essa è conservato il “S. Antonio”, opera di Costantino da Monopoli. La quarta Cappella è dedicata a S. Pasquale Baylon, ricordato da una statua lignea. L’ ultima è denominata Cappella Sforza. Sull’altro lato vi sono le Cappelle Ghezzi, la Cappella della Passione che accoglie una scultura di legno del 500, la CappellaTaveri, la Cappella Isplues, altra famiglia originaria della Spagna. Nel presbiterio si trova un dipinto cinquecentesco di scuola veneziana raffigurante la “ Madonna delle Grazie” alla quale la chiesa era dedicata in origine.

Nella chiesa, di notevole importanza è certamente la tela, raffigurante S. Antonio, di Costantino da Monopoli. Durante la guerra mondiale, in seguito ad un bombardamento da parte di una nave austriaca, il campanile fu in parte distrutto, ma ancora oggi fa bella mostra di sé grazie all’opera di riedificazione voluta dal parroco dell’epoca, Don Vito Bini.

Fonte: Francesco Pepe, Monopoli città unica, guida turistica e culturale. Zaccaria edizioni
Francesco Lillo, Monopoli “Nel Cuore di Puglia”

The church has an hexagonal layout in which there is a continuous triangular structure that creates large and functional liturgical spaces. The structure made with reinforced concrete has a large presbitery for the believers, a triangular panelled ceiling made with plopped down triangles that creates a complex and powerful geometry. There are also two side chapels (one of these is dedicated to St. Anna), a large sacristy and offices.
The church officially became a parish on March 25th in 1974. The Minister was Don Armando Dorsi (1932-1994). Before the building of this parish, he had to carry out liturgical ceremonies in rough places. It is believed that an old aedicule, dedicated to St. Anna gave the name to the square. It was the first official religious place (before the building of the parish). The project of the architect Nazario Losavio is divided into two lots: the first one is the Parish whereas the second one is for catechism activities. In 1989, on June 22nd, the foundation stone of the parish was laid on. It came from Basilica Cattedrale, in order to underline the strong relationship between the two parishes.
After about four years, the Bishop Domenico Padovano, consecrated the new church. However, actually, the structure isn’t completed yet, because there are not enough pieces of liturgical furniture.
There are many works of art such as: a new painting of Via Crucis by G. Pavone, and an artistic wooden crucifix, a gift from the parish of SS. Pietro e Paolo. In the sacristy a silver XVIIIth century chalice with a golden cup and a precious wooden cucifix, from the Church of St. Angelo (once upon in a time it is believed to be “miraculous”) are preserved.

Progetto Bibliopolis Servizio Civile 2011

Modalità di accesso

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