Descrizione
COMUNICATO STAMPA N.7085
La Biblioteca Civica “Prospero Rendella” ha ospitato nella giornata di giovedì 28 maggio 2026, l’incontro “Giovani e Legalità – Ricordare oggi, praticare sempre”, importante momento di confronto dedicato ai giovani, al valore della memoria delle vittime innocenti delle mafie e alla costruzione quotidiana della cultura della legalità.
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità del Comune di Monopoli, guidato dall’Assessora Antonella Fiume, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Polizia di Stato – Sezione “Antonio Dinielli” di Monopoli e l’I.I.S.S. “Luigi Russo”, ha visto una grande partecipazione degli studenti, protagonisti di una mattinata caratterizzata da ascolto, riflessione ed emozione.
Cuore dell’incontro è stata la toccante testimonianza di Pinuccio e Lella Fazio, genitori di Michele Fazio, giovane vittima innocente di mafia. A 25 anni dalla tragica notte del 12 luglio 2001, il loro racconto continua a trasformare il dolore in impegno civile, ricordando alle nuove generazioni che la legalità è una scelta quotidiana fatta di responsabilità, coraggio e rispetto della vita.
Significativo anche il contributo del Procuratore aggiunto della DDA di Bari, dott. Francesco Giannella, che ha sottolineato come la cultura della legalità non possa essere affidata esclusivamente alla repressione, ma debba crescere attraverso educazione, senso civico e presenza costante delle istituzioni accanto ai cittadini. Ha inoltre evidenziato l’importanza di favorire il dialogo con i giovani, quale strumento fondamentale di prevenzione rispetto a situazioni potenzialmente rischiose.
All’incontro, moderato dal giornalista Francesco Pepe, sono intervenuti il Sindaco di Monopoli Angelo Annese, l’Assessora Antonella Fiume, il Dirigente dell’Area Organizzativa VI – Polizia Locale e Protezione Civile dott. Saverio Petroni, la dott.ssa Aurelia Longo, E.Q. Servizi Sociali, il Presidente della Sezione A.N.P.S. di Monopoli dott. Antonio Bucci, il Vice Questore dott. Edoardo Menghi e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.
Un momento intenso, durante il quale il silenzio e l’attenzione dei tanti ragazzi presenti hanno raccontato più di tante parole. Perché quando la memoria incontra l’educazione, diventa uno strumento capace di costruire cittadini più consapevoli.