Accedi
Registrazione
Buon Giorno, oggi è | sabato 20 luglio 2019
  Cerca
LabelRss Forum Blog
Vivere la Città
I soggetti
Beni culturali
Folklore a Monopoli - La processione tra il 700 e l'800 Folklore a Monopoli - La processione tra il 700 e l'800
  

La processione della Madonna della Madia tra il settecento e l’ottocento




 "Giovedì 18 Marzo 1756 arrivò da Napoli la statua d’argento della Madonna, commissionata dall’Abate Giuseppe Termine, tra stupore, gioia ed ammirazione della folla e dei cittadini monopolitani, per una bellissima opera che si fece benedire dal Vescovo Ciro de Alteris, il giovedì successivo, 25 Marzo 1759, giorno dell’Annunciazione.
Ai festeggiamenti presero parte anche i numerosi forestieri accorsi a Monopoli per l’occasione dell’antica fiera dell’Annunziata, che per giorni si teneva nella strada che ancora oggi costeggia il convento dei Domenicani. Chi ne fu molto contento, altresì, fu don Giuseppe, il custode della cappella della Madia, che aveva voluto fortemente quella statua e pagata con suo proprio denaro, a Napoli, al celebre argentiere Gaetano Manzone che l’aveva realizzata su disegno di Matteo Bottigliero.

Dal 1756, come ha sempre voluto don Giuseppe, la statua va in processione la sera del 15 Agosto di ogni anno; sostenuta da una pedana dorata da Francesco De  Mura, l’autore dell’Ultima Cena nella cappella del Santissimo in cattedrale. Prima del 1756, con molta probabilità, in processione era portata un’altra statua d’argento della Madonna, alta poco più di 104 cm, e molto simile a quella di Termine. Proprio questa statua è menzionata nelle carte d’archivio, nell’inventario del 1714 e, detta  come “piccola” per distinguerla da quella di Don Giuseppe, più alta. Forse già in uso sul finire del Seicento, quando proprio intorno al 1694 fu introdotta la processione, probabilmente per ringraziare la Madonna del Suo intervento per far cessare la terribile peste del 1691.

Alla metà di agosto, tutta la città si inchinava alla sua Protettrice che riceveva il tributo annuo di cento ducati dal sindaco, l’omaggio deferente dalla nobiltà e la dimostrazione di affetto sincero e di devozione spontanea dal popolo: fuochi d’artificio, spari “continui e frequenti” di mortaretti da sopra le mura e di fucileria dal castello, luminarie, musica e cantori, facevano scorrere veloci le ore nei tre giorni di festa; e la sera del 15, la processione si svolgeva per le vie e le piazze del paese addobbato di archi ed altari con festoni floreali e trionfi di lumi, e tappezzato, da ogni balcone e finestra, di drappi di seta, coltri e tappeti.
Il corteo veniva aperto da una compagnia di soldati a cavallo, seguita dalle confraternite, dal gonfalone, dai decurioni, dai nobili dal clero secolare, dal vescovo; e infine, la statua della Madonna, portata a spalla. Subito dopo: il sindaco, il governatore, il comandante del castello, il giudice regio, gli uomini e le donne del popolo, i musici.
Anche il clero regolare si univa al corteo: Francescani, Celestini, Carmelitani, Cappuccini, Paolotti e Gesuiti seguivano i soldati a cavallo; solo i Domenicani erano altalenanti tra partecipazione e rifiuti: sostenevano di non essere obbligati e soprattutto si lamentavano del frastuono e degli spari che impedivano loro il sonno.

Nel 1724 l’allora vescovo Giulio Sacchi li invitò alla processione e i padri, per compiacere il prelato, per quella volta, con degnazione, accettarono; pretesero però che si stendesse un atto notarile nel quale esprimevano la volontà di non impegnarsi per il futuro.
Diverso il comportamento del vescovo Luigi Giamporcaro: se il vescovo Sacchi fu prudente ed attento a non urtare la suscettibilità dei Domenicani, con i quali poi avrà uno scontro durissimo, il vescovo Luigi Giamporcaro fu severo e deciso con i suoi preti. Il  12 Agosto 1852, sconcertato per la scarsa presenza di sacerdoti alle precedenti processioni della Madia, ordinò alle parrocchie cittadine di parteciparvi, ciascuna, con otto sacerdoti ed il rispettivo parroco: ed ognuna doveva portare la propria torcia, che doveva essere nuova e “non minore del peso di tre libbre”, affinché nessuno potesse accusare di avarizia il clero” .


Testo integrale e foto:
“La processione tra il Settecento e l’Ottocento” di Michele Pirrelli in Opuscolo in onore festeggiamenti Madonna della Madia Protettrice di Monopoli, 31 Luglio - 31 Agosto 2009

Si ringrazia per la preziosa collaborazione il Comitato Festa Patria e la Confraternita del Santissimo Sacramento, nella persona del Tesoriere Giuseppe Grandolfi.


 Ricerca a cura di Angela Marasciulo
Servizio Civile 2012 - Comune di Monopoli «Progetto Espressioni d'identità»
 [Gennaio 2013]

Info

Menu

 
 
Posta Elettronica Certificata:
comune@pec.comune.monopoli.ba.it
Copyright © 2009-2010  - 
Mappa del Sito - Note Legali - Accessibilità e Usabilità - Storia del Sito