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Arte Russa in Puglia, mostra al Castello Carlo V   Arte Russa in Puglia, mostra al Castello Carlo V
Pubblicato da: teresa.fiume

 


COMUNICATO STAMPA

 L’idea che ha suggerito l’Associazione Puglia dei Russi ad allestire la mostra Arte Russa in Puglia è quello di raccontare e mantenere vivo il legame secolare che la Puglia ha intessuto con l’arte ortodossa; un connubio pregno di storia, arte e religiosità che fa di Monopoli il luogo ideale per l’esposizione, nei giorni in cui la città celebra la protettrice, la Madonna della Madia.

La notte del 16 dicembre, devoti e cittadini assiepati sulle banchine, sui balconi e sui terrazzi accoglieranno l'icona della Vergine Odegitria che approderà nel porto monopolitano navigando su una zattera (la madia) scortata da pescatori e marinai. Tra preghiere e stupore si rinnoverà il ricordo del doppio prodigio: in quella lontana notte del 1117, una preziosa immagine della Madre di Dio giungeva in città per indicare la via della Salvezza e la zattera forniva le travi che sarebbero servite per completare il tetto della costruenda cattedrale romanica.

Durante il Medioevo, la Puglia, con i porti e le strade, con i tanti luoghi Santi, era aperta allo scambio e al confronto; la grotta dell’Arcangelo Michele sul Gargano e a Bari la tomba di San Nicola erano le tappe fondamentali nel tratto meridionale della via Francigena, prima dell’imbarco di pellegrini e crociati verso la Terrasanta o sulla via del ritorno in Occidente. Oltre agli apporti d’Oltremare riconoscibili nell’architettura, nella scultura e nella pittura, la regione annovera ancora oggi un notevole patrimonio di reliquie, stauroteche e suppellettili liturgiche di origine orientale e numerose icone mariane, di volta in volta bizantine, siro-palestinesi, cipriote, balcaniche, autoctone.

Anche dalla Russia, sulla tomba di San Nicola giungeva un gran numero di pellegrini e personaggi celebri, un legame che si rafforzerà nei primi decenni del Novecento con la costruzione di una Chiesa Russa.

E in questo rapporto secolare tra Oriente e Occidente, tra la Russia e la Puglia si pone l’azione culturale e didattica dell’artista Marina Troufanova, fondatrice e direttrice della scuola artistica  ''Il Pavone’’, con sede a Bari. Marina  è  la vedova del sacerdote ortodosso Andrej Troufanov, stimato pittore prematuramente scomparso, che dal 2000 ebbe l’incarico di guidare la Chiesa Russa di Bari e di custodire un patrimonio straordinario di icone e suppellettili giunte nel capoluogo pugliese dopo la dispersione delle ricchezze ecclesiastiche e private succeduta alla rivoluzione russa del 1917.  Marina ha continuato il lavoro e la missione di Andrej, prestando la propria opera nella Chiesa Russa e continuando la tradizione artistico- iconografica del marito. 

Così la mostra Arte Russa in Puglia si offre ai visitatori come compendio tra tradizione e modernità. Una cinquantina le icone esposte e realizzate da Marina e dalle sue allieve, una decine di opere pittoriche di Andrej Troufanov. Due volti artistici della Russia, tra icone bizantine che si riveleranno come finestre aperte sul Cielo e trattati di teologia a colori e quadri surrealisti che, invece, ci faranno sprofondare nel mare della quotidiana indifferenza di un’umanità senza Dio. Il tutto in attesa della Salvezza, come ben rappresenta “San Nicola che salva i naviganti”, l’icona scelta per il manifesto dell’esposizione. 
                                                                                                          

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