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Dal 6 settembre al 4 novembre “PhEST - See Beyond The Sea”   Dal 6 settembre al 4 novembre “PhEST - See Beyond The Sea”
Pubblicato da: sante.scarafino

COMUNICATO STAMPA N.3874
4 settembre 2018

Dal 6 settembre al 4 novembre “PhEST - See Beyond The Sea”
21 mostre, talk, letture portfolio, concerti, proiezioni e dj set

Rosso, verde, blu e violetto, arancione e indaco. E poi giallo. Tanto giallo. Sono i colori dell'arcobaleno. Sono i colori di PhEST – See Beyond the Sea, il festival internazionale di fotografia e arte che per il terzo anno consecutivo ha elettoMonopoli come sua regina per ospitare un melting pot unico di arte.

Per due mesi intensissimi la cittadina sul mare pugliese scelta dagli organizzatori si trasformerà in una galleria d'arte a cielo aperto contaminata dalla fotografia e dai messaggi che ciascun lavoro selezionato vuole trasmettere. Dal 6 settembre al 4 novembre cittadini e turisti, insegnanti e alunni che ricominciano la scuola, appassionati di fotografia, professionisti del mestiere e tutti quelli che vorranno dedicare qualche ora del loro tempo a questo evento speciale potranno ammirare le ventuno mostre che, contemporaneamente, abiteranno spazi e luoghi al chiuso e all’aperto nel cuore di Monopoli. Il Festival è inserito ufficialmente nel calendario dell'anno europeo del patrimonio culturale voluto dal MiBact e dall'Unione Europea, ha il patrocinio di Regione Puglia – assessorato Industria Turistica e Culturale, Comune di Monopoli - Monopoli Tourism, Puglia Promozione, Ministero della cultura albanese e Apulia Film Commission.

Dopo il successo delle prime due edizioni con oltre 28mila visitatori, circa 7mila like sulla pagina Facebook ufficiale, PhEST si arricchisce quest'anno di nuove location e prestigiose collaborazioni. Oltre al Porto Vecchio, alla Muraglia di Porta Vecchia, alle Mura del Castello e il Centro Storico, le esposizioni saranno di casa a Palazzo Palmieri, Castello Carlo V, Chiesa Santi Pietro e Paolo e Palazzo Martinelli.

Partiamo dal progetto speciale sul territorio dedicato ai porti che sarà esposto sulle mura del Castello.

Tredici le fotografie che compongonoOn Boardcommissionato da PhEST al fotografo fiorentino Edoardo Delille. Gli scatti sono stati realizzati durante la residenza artistica del fotografo a Palazzo Fizzarotti nei porti di Bari e Brindisi con l’obiettivo di restituire con queste foto l’idea di quello che i porti sono stati, sono e saranno sempre: luoghi di transito, luoghi in cui tutto si mescola, luoghi in cui meravigliosamente tutto può accadere. Da qui si accede all’interno del Castello, dove saranno allestite le mostre di Pino Pascali “Guardare il mare, a cura di Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara, in collaborazione con Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare, che attraverso una selezione di scatti realizzati da Pino Pascali nel 1965 documentano lo studio che l’artista compie tra Napoli, Ischia e Capri Casamicciola, utilizzando per la prima volta il mezzo fotografico al fine di indagare il paesaggio portuale e urbano; la mostra anticipa la grande e inedita retrospettiva fotografica dedicata all’artista che la Fondazione ospiterà nei propri spazi tra ottobre e novembre 2018. Sempre all’interno del Castello sarà allestita la mostra di Kolë Idromeno “Le due strade di Idromeno” a cura di Adrian Paci arrivate dall’archivio del Museo Marubi a Scutari (Albania) che creano un dialogo con uno dei suoi dipinti più conosciuti Dy Rrugët (Le due strade), con il quale dialogano.

Si passa quindi alla Muraglia di Porta Vecchia per la mostra in esterno della leccese Alessia Rollo “Fata Morgana”: un racconto tra realtà e immaginazione che cerca di creare delle visioni alternative alla tematica migratoria e di superare gli stereotipi visivi trasmessi dalle immagini di cronaca, evocando in maniera originale il mito illusorio di un’Europa diventata miraggio e i conseguenti fenomeni di sfruttamento e lavoro nero.

Tra il Porto Vecchio e il centro storico sono invece già apparse , nei giorni scorsi, incollate con acqua e farina, sulle mura dei palazzi del centro storico, delle gigantografie di uomini, donne, bambini, intere famiglie. Si tratta degli scatti raccolti in questi mesi dall'associazione PhEST, impegnata nel recupero delle fotografie amatoriali e familiari nella città di Monopoli e della Puglia, per essere condivise come patrimonio collettivo per ALBUM - Archivio di Famiglia, di cui la mostra #WEWEREINPUGLIA rappresenta il primo esito della raccolta. Un’operazione di street art a cura di Leo & Pipo, duo di artisti francesi che, lavorando ovunque nel mondo, creano una osmosi tra passato e presente, riportando alla memoria ricordi di chi eravamo per capire meglio chi siamo e chi dobbiamo essere. ALBUM - Archivio di Famiglia, secondo progetto speciale di PhEST per il 2018, è anche una selezione dall’ Archivio Brigida, storico studio artistico fotografico attivo dal 1894 al 1973 a Monopoli. La mostra, aperta al pubblico gratuitamente, espone riproduzioni di fotografie d’epoca provenienti dall’Archivio Brigida visibili a Palazzo Martinelli. Per il periodo del Festival la sede della mostra si propone anche come sportello permanente, attrezzato con uno scanner, per continuare la raccolta e la digitalizzazione immediata dei materiali fotografici d’epoca raccolti sul posto.

Ci si sposta quindi nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo per Gregor Sailer con il suo The Potemkin Village” che, rievocando la leggenda del generale russo, mostra intere strade mascherate con la riproduzione grafica di reali architetture. Lo spettatore ha così accesso a un mondo di falsi e scenografie che chiamano in causa le assurde aberrazioni della nostra società contemporanea. Qui si trova “ Costruire, 2018”, installazione ambientale in divenire a tecnica mista di Marco Neri. Un corpo scultoreo che, nella propria evoluzione, allude alla progressiva urbanizzazione del paesaggio reale. È il primo dei quattro interventi artistici site specific in mostra a PhEST e organizzati in collaborazione con CRAC PUGLIA | Centro Ricerca Arte Contemporanea di Taranto, con la curatela di Roberto Lacarbonara.

Si arriva quindi a Palazzo Palmieri, dove ci sarà un concentrato di ben dieci mostre selezionate da Troilo e Rinaldo e tre realizzate in collaborazione con PhEST. Iniziamo da queste ultime che si trovano al pianterreno. Nella stanza sulla sinistra ci sarà “Approdi” di F.project - centro di formazione e ricerca sulla fotografia e l'immagine contemporanea a cura di Roberta Fiorito e Maria Pansini con l’allestimento video a cura di Nico Murri. Una ricerca visiva a più mani che ha come focus il Porto di Bari: quattro chilometri di costa che vanno dal vecchio molo San Nicola, all’ingresso del centro storico, al porto nuovo. Una infrastruttura marittima d’eccellenza che ha da sempre fatto della città un ponte fondamentale verso Oriente. Ciascuno dei giovani autori, sia in maniera collettiva che personale, ha raccontato una sfaccettatura di un luogo fatto di grandi spazi, angoli più remoti - come nel caso del vecchio acquario - e poi i pescatori della darsena, i turisti, i pendolari da est a ovest, per restituirne un affresco contemporaneo e sfaccettato di un luogo cardine per la città. “ Approdi” è stato realizzato da un gruppo di studenti del secondo anno coordinati dalla docente e fotografa Maria Pansini e dal fotografo dell'Agenzia VII Stefano De Luigi.

Sempre al piano terra del Palazzo si trovano “Call of Beauty”, un progetto fotografico di Nicolò Tauro per PhEST su idea della Urban Spa Beautique di Bari e Mila Uffici Stampa in collaborazione con la cooperativa Auxilium che gestisce il Cara di Palese e la rete Sprar di Bitonto. In mostra ritratti di donne. Madri, mogli, figlie, tutte richiedenti asilo politico, più una mediatrice culturale, che rappresentano la babele della bellezza. Donne che hanno sfidato il mare per raggiungere la nostra terra portando con sé non solo gli orrori che le hanno costrette a scappare, ma anche le proprie tradizioni. Un passato difficile si trasforma in storie di rinascita attraverso la riscoperta della propria femminilità. E infine “Puglia delle meraviglie”, una mostra di etichette di artisti realizzate con illustrazioni di Chiara Dattola, Valeria Petrone, Giordano Poloni e Lorenzo Tomacelli per il rosé Calafuria di Tormaresca. Un modo creativo per raccontare un vino è raccontare la terra da cui nasce con immagini talvolta divertenti, talvolta poetiche, sicuramente tutte unite dalla voglia di rappresentare la Puglia.

Si sale quindi ai due piani superiori di Palazzo Palmieri per le dieci mostre cuore dell’esposizione. Passeggiando per le sale del primo piano e del piano nobile dello storico palazzo monopolitano, i visitatori incontreranno: Patrick Willocq con il suo My Story is a Story of Hope”: la storia umana di due comunità, una francese e l’altra di richiedenti asilo, costrette, loro malgrado, a convivere. 950 abitanti locali e 50 rifugiati vivono insieme a Saint-Martory in Francia. Questa convivenza imposta dal governo nell’estate del 2016 ha ispirato Willocq a creare questo ambizioso progetto artistico che, con un profondo significato politico, mostra come gli abitanti accolgono o respingono i rifugiati. Con i protagonisti come attori di sé stessi, viene offerto al pubblico un messaggio che va oltre gli stereotipi trasmessi dai mass media. Il progetto Hotel Marinum: di Alex Majoli ripercorre invece i porti del mondo. Porto inteso come luogo di transizione, come momento accaduto, come vita che scorre. È lo spazio di chi vive di fronte al mare, sempre pronto a partire, a scappare. “ Hotel Marinum” è uno spazio di passaggio, di incontri, di incroci, è un porto che assomiglia a se stesso e a tutti gli altri porti del mondo. Non ha un nome, non ha una precisa localizzazione, se non quella di trovarsi di fronte al mare. La pluripremiata artista inglese Mandy Barker con Soup , da sempre interessata all’ambiente e alle dinamiche globali che ne causano il deterioramento, realizza serie fotografiche concentrate sui rifiuti plastici che soffocano gli oceani del mondo e mettono in grave pericolo l’ecosistema marino. A PhEst porta un progetto fotografico che include immagini esteticamente attraenti ma profondamente inquietanti una volta messa a fuoco la tematica. La sua è una denuncia contro l’inquinamento attraverso queste composizioni visive realizzate con detriti di materiale plastico di uso comune disperso negli oceani e raccolto in varie spiagge del mondo. La serieX-Ray Vision vs. Invisibility” di Noelle Mason è un progetto sugli effetti fenomenologici delle tecnologie visive nella percezione dei migranti clandestini. La serie trasforma in oggetti le immagini fatte a scopo di sorveglianza al confine USA/Messico, le decontestualizza, rendendole opere d’arte. È un pugno nello stomaco che vuole far riflettere il visitatore sulle dinamiche politiche e sociali di stampo neocoloniale tuttora esistenti. Si prosegue ancora con Federico Winer e la sua Ultradistancia”: una ricerca in cui l’artista argentino prende il via dalla fascinazione per le mappe, rivelatrici della curiosità umana verso il mondo. A partire da immagini satellitari di Google Earth, Winer crea dei tableaux in cui forme geometriche e colori portano l’osservatore fuori dal mondo e poi di nuovo all’interno. Il mouse è il pennello attraverso il quale l’artista seleziona e crea un paesaggio, una Geografia Estetica che ci affascina per la sua bellezza e immensità, e allo stesso tempo ci riporta a una dimensione umana, riconoscibile, nostra. Che ci fa vedere il mondo con occhi diversi. Giro di boa con Davide Monteleone e il suo A Modern Odyssey”, progetto realizzato durante una traversata a bordo della nave da trasporto Nordic Odyssey, che trasportava 70.000 tonnellate di ferro grezzo dalla città portuale russa Murmansk. Un viaggio dentro a sé stessi che ci porta a riflettere sul senso del viaggio e del desiderio di viaggiare. Quell’inquietudine così ben descritta da Fernando Pessoa che, dalla sua nativa Lisbona, ha raggiunto tutte le mete possibili senza mai aver fatto un viaggio.

Il Collettivo Azimut, costituito da artisti che ormai da tre anni indagano la questione della migrazione dei profughi mediorientali, nato sotto l’egida di Fondazione Fotografia Moderna, presenta a PhEST il suo lavoro di ricerca attraverso l’installazione “Today, tomorrow and the day after tomorrow(2018) e il video a tre canali “ Untitled(2016).

Il giro a Palazzo Palmieri si chiude con le ultime tre installazioni di arte contemporanea in collaborazione con Crac Puglia. Sono“Dimore 2011 – 2018” dell’artista barese Francesco Schiavulli, lavoro che definisce l’unità minima di esistenza e lo spazio di movimento di uomini privati della propria libertà, come i migranti che cercano di ridefinire la propria identità a partire dalla ricerca di un luogo di vita, di una “dimora”. L’opera di Francesco Strabone “ Mai, 2018” si compone di una imbarcazione sulla quale l’artista brindisino depone un cumulo di ossa scolpite in gesso e argilla alludendo ai tragici eventi migratori in forma votiva. La sala che ospita il relitto diviene luogo di meditazione e mistero. E ancora “Gradi di vergogna, 2018” di Dario Agrimi: le recenti vicende migratorie nel Mediterraneo sono ricordate dalle otto vasche metalliche piene di olio nero che rimandano alla fredda serialità del conteggio dei corpi ritrovati in mare e dei feretri disposti di fronte allo sguardo impassibile dell’osservatore.

Informazioni utili

ORARI APERTURA dal 7 al 30 settembre

10-13 / 16-20

ORARI APERTURA dal 1 ottobre al 4 novembre

10-13 / 16-19

Sempre chiuso il lunedì

BIGLIETTERIA
Biglietto per tutte le esposizioni valido fino al 4 novembre 2018

Intero: 8 euro

Ridotto: 5 euro*

* Riduzione valida per gruppi di 10 persone paganti; studenti; soci FIAF; partecipanti alla call #WEWEREINPUGLIA; soci Mondopolitani; residenti del comune di Monopoli.

Scolaresche: 3 euro per ogni studente comprensivo di accesso a tutte le mostre e visita guidata. Prenotazione via mail a: info@phest.it

Ingresso gratuito per bambini under 14 anni e giornalisti dietro presentazione del tesserino, previo contatto con ufficio stampa: info@milaufficistampa.it

Patrocini
Regione Puglia, Comune di Monopoli, Puglia Promozione, MIBACT – Anno Europeo del Patrimonio Culturale, Ministero della Cultura Albanese, Apulia Film Commission, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

Main Sponsor
Masseria Torre Coccaro, Santa Maria 24, Tormaresca

Partnership culturali
Fondazione Museo Pino Pascali, CRAC Centro di Ricerca Arte Contemporanea – Puglia, Museo Marubi, FIAF, Lens Culture, Circulations(s), Apulia Film Forum, PHMuseum, Sky Arte HD.

Partner
Dinamo Film, Palazzo Fizzarotti, BassCulture, F.Project Scuola di Fotografia e Cinematografia, OrchestrAcademy, Beautique, Auxilium, Dirockato, Cambusa, Kublaiklan, Costa dei Trulli.

Per info: www.phest.it

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PROGRAMMA GIORNATE INAUGURALI

Giovedì 6 settembre

18 | Palazzo Palmieri

Inaugurazione PhEST – See Beyond the Sea. Terza edizione del festival internazionale di fotografia e arte sul Mediterraneo. Interverranno: le autorità del Comune di Monopoli, Giovanni Troilo (direzione artistica), Arianna Rinaldo (curatela fotografica), Roberto Lacarbonara (curatela arte contemporanea), relazioni istituzionali e partner.

A seguire aperitivo con vino offerto da Tormaresca.

19 | Palazzo Palmieri

Aperto per visitare le mostre

20 | Castello Carlo V

Aperto per visitare le mostre

20 | Castello Carlo V - Molo Margherita

Performance Dimore, 2011-2018 di Francesco Schiavulli

22 | Piazza Palmieri

DJ Set in collaborazione con BassCulture

Venerdì 7 settembre

VISITE GUIDATE CON GLI ARTISTI

10.30 | Palazzo Palmieri

Visita guidata con Francesco Strabone

11.30 | Palazzo Palmieri

Visita guidata con Daniele Ferrero (Collettivo Azimut)

12.30 | Palazzo Palmieri

Visita guidata con Alex Majoli

LETTURE PORTFOLIO

15 - 18 | Palazzo Palmieri (piano terra)

Letture portfolio gratuite (iscrizioni aperte in loco alle 14.30)

TALK

Palazzo Palmieri (androne)

16 | Talk sul tema delle migrazioni con Daniele Ferrero e Alessia Rollo

17 | Lucjan Bedeni, Direttore del Museo Marubi di Scutari, e Lek Gjeloshi, curatore della collezione Museo, sul tema dell’Archivio e della mostra “Le due strade” di Idromeno Kolë

PROIEZIONI SERALI

Palazzo Palmieri (androne)

20 | Proiezione film “Se lasciassi il mio paese” di Maria Pia Bernardoni e Patrick Willocq

20.30 | Proiezione di un film selezionato da PhEST

CONCERTO

Piazza Vittorio Emanuele II

21 | Concerto di Nina Zilli in collaborazione con Costa dei Trulli Festival e BassCulture

Sabato 8 settembre

LETTURE PORTFOLIO

Palazzo Palmieri (piano terra)

10-13 | Letture portfolio gratuite (iscrizioni aperte in loco alle 9.30)

VISITE GUIDATE

10.30 | Muraglia di Porta Vecchia

Visita guidata con Alessia Rollo

11.30 | Mura di Castello Carlo V

Visita guidata con Edoardo Delille

TALK E INCONTRI

Palazzo Palmieri (androne)

15.30 | Talk con Maria Pia Bernardoni (LagosPhoto) sul progetto di Patrick Willocq

16.30 | Francesca Spiller presenta Camera - Centro Italiano per la Fotografia

17.30 | Talk con Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara - “Pino Pascali - Forme del mare”

18.30 | Talk e visita guidata con Marco Neri e Roberto Lacarbonara sul tema “Costruire”

CONCERTI E PROIEZIONI SERALI

Porto Vecchio

19 | Paesaggi sonori di Lunar Soundscapes dal peschereccio

Largo Castello

20 | Proiezione in esterni di progetti fotografici ( LensCulture, Circulation(s), PHMuseum, LFI Magazine, #wewereinpuglia) e musica

Porto Vecchio

21 | Live dal peschereccio con DJ Khalab (Alias Raffaele Costantino DJ Radio2)

Domenica 9 settembre

Banchina Solfatara

21 | Concerto di Akua Naru in collaborazione con Costa dei Trulli Festival e BassCulture

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BIO DEGLI ARTISTI IN MOSTRA

Alessia Rollo (Lecce, Italia, 1982) è laureata in Scienze delle Comunicazioni all’Università di Perugia e sta attualmente ottenendo la magistrale in Editoria, Comunicazione e Moda all’Università Statale di Milano. Fotografa concettuale, nel 2009 ha conseguito il Master in “Fotografia creativa” della scuola EFTI a Madrid dove ha preso parte a workshop con artisti di fama internazionale come Peter Funch, Mauricio Alejo, Denis Darzacq, Jill Greenberg, Matt Siber, James Casebere, Mary Ellen Mark. Il suo lavoro è stato esibito internazionalmente in personali e collettive, tra cui: Photo London, Mia Photo Fair Milano, Urban Layers Triennale di Milano; Bitume Photofest Malaga, Salonicco e Lecce; Biennale dei Giovani artisti del Mediterraneo; Galeria Cero, Madrid; Shanghai Photofestival. Ha partecipato a diverse residenze artistiche internazionali e nel 2018 PHotoEspaña l’ha nominata talento emergente per la piattaforma internazionale Futures Photography grazie al quale parteciperà al festival Unseen ad Amsterdam nel settembre 2018. Fata Morgana è stato recentemente selezionato da LensCulture Exposure Award 2018 ed esibito durante Photo London 2018, da Addis Photofest per il festival etiope e da Family of No Man, una collettiva curata da Les Rencontres de la Photographie ad Arles, dove il suo ultimo progetto Dialoghi italiani è anche uno dei lavori finalisti al Cosmos Book Award 2018.

Alex Majoli (Ravenna, Italia, 1971) è un fotografo italiano.
Vive a New York. È membro di Magnum photos dal 2001 ed è rappresentato dalla galleria Howard Greenberg. Il suo lavoro verte sulla condizione umana e sulla teatralità che ci si presenta quotidianamente. La sua carriera è iniziata dopo aver fotografato la chiusura di un noto manicomio sull’isola di Leros in Grecia, lavoro che è diventato la sua prima monografia “Leros”. Questo progetto nacque dal suo interesse per le teorie di Franco Basaglia, pioniere della concezione moderna sulla cura di malattie mentali, famoso per essere riuscito a fare chiudere gli ospedali psichiatrici in Italia. L’interesse di Majoli per le cure psichiatriche lo ha portato a proseguire il suo lavoro in Brasile, dove ha iniziato un progetto durato venti anni, intitolato “Tudo Bom”: un’esplorazione della complessa società brasiliana che presta particolare attenzione al lato più ‘oscuro’ di questo Paese.
Ha lavorato per molti anni come fotogiornalista. L’esperienza acquisita sul campo lo ha portato ad esplorare l’idea della teatralità della vita. Il suo ruolo come fotografo porta le persone a diventare attori di sé stessi, cosa che egli cerca di esasperare usando in modo drammatico le luci artificiali. Le foto diventano scene di un film dove le persone, attraverso la loro performance, esprimono il proprio essere come se fossero su un palcoscenico. Guardando queste fotografie non si può che interrogarsi se si tratti di momenti reali o finzione. La sottile linea tra realtà e teatro, documentario e arte, porta Majoli a ritornare in luoghi dove la condizione umana viene messa in discussione. Anche nelle miserie più tragiche il fotografo ravennese riesce a scovare il teatro, l’orgoglio e soprattutto la magnificenza dello spirito umano.
In questo momento Majioli sta lavorando a un progetto che esplora l’attuale frammentazione e polarizzazione dell’identità europea, in un periodo di crisi che ha messo l’Europa davanti a scelte decisive. Con questo lavoro cerca di invitare lo spettatore a porsi domande su come stia cambiando l’ideologia europea, sul flusso migratorio proveniente da Paesi in guerra e sulla crescita dell’estrema destra, che in un momento di crisi e incertezza trova sempre più sostenitori.

Collettivo Azimut . Sotto il nome di Collettivo Azimut sono riuniti diversi artisti che da ormai tre anni indagano la questione della migrazione dei profughi mediorientali. Provenienti principalmente da Siria, Afghanistan e Kurdistan, dopo un lungo ed estenuante viaggio uomini e donne, anziani e bambini, approdano sulle isole greche lungo la costa turca dove rimangono mesi, a volte anni, in attesa di ottenere lo status di rifugiati e poter così continuare il loro viaggio verso una chimera chiamata Europa.
Il collettivo, nato sotto l’egida di Fondazione Fotografia Modena, continua il suo lavoro di ricerca in modo indipendente dal 2017. I diversi progetti, a cura di Filippo Maggia e Daniele Ferrero, hanno registrato la collaborazione, a diverso titolo e in periodi diversi, di: Roberto Rabitti, Andrea Luporini, Wissam Andraos, Chiara Corica, Giulia Dongilli, Andrea Cossu e Mara Mariani.

Davide Monteleone (Potenza, Italia, 1974) lavora a progetti indipendenti a lungo termine usando fotografia, video e testi. Si dedica allo studio di questioni sociali esplorando la relazione tra il Potere e gli individui. Conosciuto per il suo interesse particolare per i Paesi ex-sovietici, ha pubblicato cinque libri; Dusha, Russian Soul nel 2007, La Linea Inesistente nel 2009, Red Thistle nel 2012, Spasibo nel 2013 and The April Theses nel 2017.
I suoi lavori hanno ottenuto vari riconoscimenti tra cui vari premi World Press Photo e borse quali il Carmignac Photojournalism Award. Contribuisce regolarmente a importanti riviste internazionali, e i suoi progetti sono stati presentati come installazioni, mostre e proiezioni in festival e gallerie in tutto il mondo: il Centro Nobel per la Pace a Oslo, la galleria Saatchi a Londra, la MEP a Parigi e il Palazzo delle Esposizioni a Roma. È inoltre impegnato in attività educativa, con classi in università e workshop internazionali.

Edoardo Delille (Firenze, Italia, 1974) è un fotografo e videomaker italiano di successo che ha iniziato la sua carriera nella moda e pubblicità dopo essersi diplomato alla Fondazione Studio Marangoni. Si è poi dedicato al ritratto e al lavoro documentaristico con lavori pubblicati sulle copertine di molte rivista internazionali.
Negli anni ha sviluppato un particolare uso della luce che insegna in workshop e seminari. Prima delle elezioni presidenziali americane del 2016 ha immortalato gli ispanici che avrebbero votato per Trump, in un servizio profetico e inquietante, ampiamente pubblicato. Il suo lavoro è stato esposto in gallerie e festival a livello globale. Recentemente il festival Images di Vevey, Svizzera, e il Museo MAG, Italia, gli hanno commissionato dei lavori. È membro del collettivo Riverboom.

Federico Winer (Buenos Aires, Argentina, 1973) è un artista visivo, fotografo e professore di Filosofia Politica all’Università di Buenos Aires, con una formazione in scienze politiche, filosofia, architettura e arte. È uno dei membri fondatori del gruppo sperimentale Soy Cuyano, squadra multidisciplinare di intellettuali e scienziati che esplorano la relazione tra la filosofia, le scienze e le arti. La sua acclamata serie Ultradistancia esplora i confini tra viaggio, fotografia, geografia e arte digitale. Le immagini sono un riflesso delle possibilità di viaggio senza movimento reso possibile dalle nuove tecnologie. Ultradistancia è stata invitata da Google a essere parte del nuovo Google Earth, per cui gli utenti possono scoprire il lavoro di Winer quando scorrono la Terra con il programma.
Le opere di Winer sono state esibite globalmente in gallerie e festival in Argentina, Stati Uniti, Australia, Thailandia, Canada, Israele, Germania, Spagna e Italia. Il suo lavoro è apparso anche in numerose pubblicazioni tra cui The Huffington Post, The Guardian, Photoworld China, Time, La Repubblica, Corriere della Sera, The Creators Project, LensCulture, Forbes Magazine, Vice, Design Boom e The Atlantic.

Gregor Sailer (Schwaz, Austria, 1980) vive e lavora in Tirolo, Austria. Tra il 2002 e il 2007. Ha studiato comunicazione e design, con un focus sulla fotografia e il cinema sperimentale, alla facoltà di scienze applicate e arti dell’Università di Dortmund. Nel 2015 ha ottenuto un master in studi fotografici dallo stesso istituto. Sailer ha ricevuto numerosi premi internazionali e ha avuto varie pubblicazioni e mostre a New York, Washington, Parigi, Berlino, Francoforte, Colonia, Monaco, Perth, Arles, Salisburgo, Krasnoyarsk, New Delhi, Barcellona, Vienna, Praga e Budapest. I suoi lavori sono parte delle seguenti collezioni: Albertina (Vienna), The Belvedere, Wienerberger Int. Group, collezione della Repubblica di Austria, il Museo di Architettura Tedesca (Frankfurt/Main), e il Fotomuseum Winterthur, tra le altre.

Kolë Idromeno (Albania, 1860-1939) discende da una famiglia Cham albanese (n.d.t.: minoranza etnica del nord della Grecia di origine albanese) che emigrò da Parga e si stabilì a Scutari. Prende le prime lezioni di pittura nello studio di Pietro Marubi, scoprendo anche la fotografia. All'età di 16 anni si reca a Venezia dove studia per un breve periodo all'Accademia di Belle Arti. Nel 1878, dopo la parentesi veneziana, torna a Scutari. È considerato il pioniere della pittura albanese per aver creato una serie di opere di grande rilevanza nella storia dell'arte in Albania. Tra queste possiamo ricordare la tela "Sorella Tone". Tra il 1884 e il 1886 apre il suo studio fotografico chiamato Driteshkronja e Koles.
Idromeno è stato anche il primo artista a introdurre il cinema in Albania, con la proiezione di un film a Scutari nel 1912. È famoso, inoltre, per il progetto architettonico del centro di Scutari.
Il suo archivio fotografico, custodito dal Centro di Studi Albanologici di Tirana, consiste di 1.300 negativi su lastra di vetro. Cento di questi sono invece conservati nel Museo Marubi di Scutari.

Mandy Barker (UK, 1964) è una fotografa inglese il cui lavoro indaga i detriti di materiale plastico nei mari. Il suo obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza sull’inquinamento plastico negli oceani del mondo e, grazie alla collaborazione con scienziati e ricercatori, mettere in luce gli effetti negativi sulla vita marina, e, alla fine, su noi stessi. La pluripremiata Barker, è stata tra i finalisti del Prix Pictet SPACE 2017 e nominata per il premio della Deutsche Börse Foundation nel 2018 e il Magnum Foundation Fund. Nel 2018 ha ricevuto il riconoscimento della National Geographic Society per la ricerca e l’esplorazione. Il suo lavoro è stato pubblicato in oltre 40 Paesi su riviste quali National Geographic, Time, The Guardian, Vice, Smithsonian, Geo, and New Scientist.
Nel 2012 vinse la borsa per l’Ecologia della Royal Photographic Society che le permise di partecipare ad una spedizione esplorativa su uno yacht che attraversava l’Oceano Pacifico del Nord dal Giappone alle Hawaii. Barker partecipa a conferenze internazionali per presentare il suo lavoro e coinvolgere le persone nella problematica.

Noelle Mason ( San Diego, California, 1977 ) è un’artista multidisciplinare il cui lavoro tratta la sottile seduzione del potere dovuta ai sistemi di controllo visuale e istituzionale. La Mason ha esposto i suoi lavori internazionalmente in vari spazi non tradizionali, oltre a gallerie e istituzioni quali il Museo Nazionale di Arte Messicana a Chicago, il museo di Orlando in Florida e il Museo di Arte di San Pietroburgo.
Nel 2004 Noelle ha fatto pratica alla scuola di pittura e scultura di Skowhegan. Possiede una laurea in teatro e arte dall’Università Irvine, in California e ha ottenuto il suo master alla scuola dell’Istituto d’Arte di Chicago. È professore associato di Arte all’Università della South Florida.

Patrick Willocq (Strasburgo, Francia, 1969) vive e lavora tra Parigi, Hong Kong e Kinshasa. Dopo un viaggio in Congo (dove era cresciuto) nel 2009 ha deciso di lasciare l’attività che svolgeva da vent’anni in Asia per dedicarsi completamente alla fotografia, un impegno che dura da trent’anni.
Dal 2012 è stato nominato o scelto come finalista o vincitore di molteplici e prestigiosi premi internazionali, tra cui SFR Jeunes Talents a Paris Photo 2012, premio Photo dell’Agenzia Francese dello Sviluppo 2012, Prix Découverte dei Rencontres di Arles 2014, Premio Coup de Coeur HSBC per la fotografia 2016, Sony World Photography Awards 2016, Premio Niepce 2017, e il premio Leica Oskar Barnack nel 2014 e 2017.

ARTE CONTEMPORANEA

Francesco Schiavulli (Bari, 1963) . La ricerca artistica di Francesco Schiavulli nasce dal teatro ed è dedicata prevalentemente allo studio del corpo. Dall’esordio, una ritrattistica asciutta che mostra una sofferta partecipazione al tema sociale, giunge a una pittura dal cromatismo acceso, negata poi nei “quadri neri”. Si spinge poi allo studio anatomico dei dettagli e, con progetti multimediali, indaga l’identità umana e le emozioni, cercando di porre altri ritmi e percezioni, come nelle “macchine interattive” in legno ed esposte in performance partecipate.
La sua produzione ha ottenuto riconoscimenti nazionali ed internazionali. Tra le mostre recenti, la partecipazione al festival “Zwart” (Zwolle, Olanda) presso il Museum De Fundatie, 2009; “Da sopra, giù nel fossato”, Castello Svevo di Bari, 2010; “Sud Generation”, Fondazione Pino Pascali, 2011; “Ritorno a Venezia”, 54a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, 2011; “Dialoghi Est/Ovest”, Museo Nazionale d’Arte Moderna di Cetinje, 2012; VIII Festival Internazionale di Danza Contemporanea, Venezia, 2012. “Casa Futura Pietra”, Ipogei Capparelli di Siponto, 2016.

Francesco Strabone (Brindisi, 1990) . La pittura e scultura materica di Francesco Strabone si alimenta attraverso una ricerca sociale ed antropologica, spesso con riferimenti alla ritualità religiosa e alle manifestazioni spirituali della cultura popolare.
Sin dalle prime ricerche autodidatte svolte tra ruderi ed edifici abbandonati, subisce il fascino dei detriti, dei materiali edili dismessi nei cantieri, dei muri logorati dal tempo e dalla natura: stucco, gesso, legno, bitume, diventano crepe, voragini, tumuli, fratture, sedimenti tendenti al monocromo.
Tra le mostre recenti, “Untitled”, Kunstschau, Lecce, 2018; “Francesco Strabone”, Lo.FT Gallery, Lecce e Art and Ars Gallery, Galatina, 2018; “Contempo”, Monastero di San Benedetto, Conversano, 2018; “Acqua Ossigenata”, Studio Filannino, Barletta, 2017; Collettiva, “Art Studio 42”, Lecce, 2015.

Marco Neri (Forlì, 1968) . Sin dagli esordi negli anni ’80, la ricerca di Marco Neri è marcatamente improntata al recupero della pittura. Partecipa a numerose esposizioni in Italia e all'estero, tra le quali "Intercity Uno", Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, 1990; "Martiri e Santi", Galleria L'Attico, Roma, 1996; "Pittura", Castello di Rivara di Torino, 1997; "Figuration", Rupertinum Museum, Salisburgo e Museion, Bolzano, 2000; “Futurama", Centro per l'Arte Contemporanea L. Pecci, Prato, 2000; "Premio Michetti”, Museo F.P. Michetti, Francavilla, 2000. Nel 2001 tiene una personale allo "Spazio Aperto" della Galleria d'Arte Moderna di Bologna e, nello stesso anno, su invito di Harald Szeemann, partecipa alla 49° Edizione della Biennale di Venezia "Platea dell'Umanità". Seguono le personali al DiözesanMuseum, Monaco di Baviera, 2002; Lucas Schoormans Gallery, New York, 2006; Galleria Alfonso Artiaco, Napoli, 2010; Galleria Pack, Milano, 2011; Centro Arti Visive della Fondazione Pescheria, Pesaro, 2012; Studio la Città, Verona; 2016.
Dal 2001 unisce all'attività artistica quella di docente, attualmente presso l'Accademia di Belle Arti di Foggia. Vive e lavora a Macchia Libera, nella Puglia garganica.

Dario Agrimi (Atri, 1980) . Tra i protagonisti italiani della nuova generazione dell’arte contemporanea, Dario Agrimi realizza opere di forte valenza concettuale, caratterizzate da un deciso sarcasmo e dallo spiazzamento percettivo, ricorrendo ai media più differenti, dalla pittura alla scultura, dall’installazione ambientale alla fotografia e al video.
Numerose le esposizioni personali e collettive in gallerie, istituzioni pubbliche e fiere d’arte, nazionali ed internazionali, tra cui la 54° Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia (2011) e la mostra personale presso la Fondazione Museo Pino Pascali (2014).
Tra le mostre recenti: “Scatola nera”, Palazzo Beltrani, Trani, 2018; “3 milioni di lire”, Spazio Nea Gallery, Napoli, 2017; “Limbo”, Nuvole Arte, Benevento, 2015; “Distopie. Società fragile”, Gallery 26CC, Roma, 2014; “grazieadiosonoateo” Sala Murat, Bari, 2011; “Il crimine non paga”, Cantieri Teatrali Koreja, Lecce, 2011; “La pensée du dehors”, Castello Normanno, Conversano, 2010; “Play”, Galleria Mediart, Pescara, 2009.

COLLABORAZIONI
Tormaresca è un’azienda costituita da due tenute situate nelle aree più vocate alla tradizione vitivinicola della regione Puglia: Tenuta Bocca di Lupo nella DOC Castel del Monte e Masseria Maime nella zona del Salento. È qui che viene prodotto il Calafuria. Le etichette in mostra sono state create da:

  • Chiara Dattola ( Varese, Italia, 1978) illustratrice, pittrice e designer, collabora con testate giornalistiche, riviste e agenzie pubblicitarie. Ha realizzato opere originali e libri per l’infanzia - nella duplice veste di autrice e illustratrice -, oltre a progetti artistici e illustrazioni per case editrici europee e coreane. Le sue illustrazioni sono state pubblicate in mostre collettive di arte e illustrazione in Italia e all’estero. Dal 2007, è docente allo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano e, dal 2017, anche allo IED di Torino.
  • Giordano Poloni ( residente a Milano, 1980) ha ottenuto un master in Studi Cinematografici nel 2006. Nello stesso anno ha iniziato a lavorare in case di produzione italiane come montatore e animatore grafico di spot pubblicitari per clienti come Prada, Vodafone, Sky, Enel, Freddy. Nel 2010 ha intrapreso la carriera di illustratore professionista realizzando editoriali, copertine e pubblicità per Volkswagen, The Guardian, The New York Observer, Wired UK, Einaudi. Ispirato dalla sua enorme collezione di fumetti, film e libri di fotografia e, in primo luogo, dai colori, crea opere digitali fortemente influenzate dal suo passato e dalla cultura italiana. Il suo ultimo libro ha vinto diversi premi, tra cui la medaglia d’oro della Society of Illustrators di New York.
  • Lorenzo Tomacelli (Cerignola, Italia) è un pittore e illustratore pugliese. Lavora e vive tra Bari e Cerignola. Ispirato dalla sua terra e dalla sue tradizioni, lavora con festival e aziende enogastronomiche dal 2014. Ha illustrato etichette di vino e birra come "Birre del Gargano" (2015-2018) e "Volere Volare" (2015); copertine per libri come "Attentato al Piccolo Principe” di Adelmo Monachese (2017) e "La terra dei giganti" di Francesco Gasbarro (2018).
  • Valeria Petrone (Cesena, Italia, 1965) , dal 1988 ha pubblicato oltre 40 libri per bambini in Italia, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Le sue opere spaziano dalla letteratura per bambini alle illustrazioni per la pubblicità, quotidiani, riviste, etichette di vini, applicazioni digitali e animazioni per clienti come The Guardian, Los Angeles Times e The New York Times, Corriere della Sera, L’Espresso, Parents Magazine, Stanford Magazine, Wealth Management Magazine, United Airlines, Random House, Collins, Penguin Books, Simon & Schuster, Bayard Editions, Flammarion, Milan Jeunesse, Edizioni EL, Einaudi, Carthusia Edizioni, Guanda, Bompiani, Triennale Design Museum. Dal 2010 collabora stabilmente con IO Donna, magazine femminile del Corriere della Sera e dal 2015 con The Los Angeles Times. Il suo lavoro ha ricevuto numerosi premi ed è stato selezionato dalla Annual Society of Illustrators di New York, American Illustration, Communication Arts. Nel 2008 e nel 2014 è stata premiata con la medaglia d'oro del 3x3 Pro Show Annual. Nel 2015 l’app per iPhone e iPad Buonanotte Dadà, creata con Studio Elastico, ha ricevuto il Bologna Ragazzi Digital Award e il Premio Andersen. Ha collaborato alla realizzazione del lungometraggio d’animazione "Iqbal – Bambini senza paura" uscito nelle sale nel 2015. Tra le mostre più recenti, ricordiamo le collettive “Mixed _Melted, Global Illustration Poster Show” in occasione della Seoul Illustration Fair 2018; “Mukashi, Mukashi” per Immagini della Fantasia Sarméde nel 2017; “W.Women in Italian Design” al Triennale Design Museum nel 2016; “Close Up” - Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto nel 2015.

Associazione F.project - centro di formazione e ricerca sulla fotografia e l'immagine contemporanea attiva ogni anno, con gli studenti del corso biennale, dei laboratori di ricerca visuali su diverse zone del territorio in cui opera con l'idea di offrire attraverso i contemporanei linguaggi dell'immagine una nuova documentazione fotografica e video della Puglia e zone circostanti. Approdi è stato realizzato da un gruppo di studenti del secondo anno coordinati dalla docente e fotografa Maria Pansini e dal fotografo dell'Agenzia VII Stefano De Luigi.
La mostra è curata da: Roberta Fiorito e Maria Pansini
Allestimento video a cura di: Nico Murri
Foto di: Giuliana Campanale, Marcello De Giglio, Angela De Tullio, Flavio Diaferia, Giada Lamacchia, Rory Lanzellotta, Miriam Prosperi, Francesco Mascipinto, Francesca Mazzilli, Maria Pansini, Davide Vacca.

Call of Beauty di Nicolò Tauro (Monopoli, Italia, 1980) su idea di Beautique e Mila Uffici Stampa in collaborazione con coopertativa Auxilum . Tauro si è avvicinato alla fotografia da autodidatta. Ha partecipato ad alcuni workshop e una masterclass sull’editing per perfezionare la sua tecnica. Assistente per alcuni fotografi di fama internazionale in trasferta in Puglia per i propri lavori, si è specializzato in ritrattistica. Nel suo portfolio rientra MoNobilis, lavoro sui cittadini illustri di Monopoli. Da circa un anno sta portando avanti un progetto fotografico a lungo termine che ritrae le donne del quartiere Tamburi di Taranto.

Leo & Pipo (Francia) si sono conosciuti all’età di sette anni nella scuola cattolica che frequentavano in una piccola cittadina a est di Parigi. Avevano gusti simili e ben presto iniziarono a collaborare, inizialmente con la musica. Combinavano l’elettronica dei primi anni a materiale moderno per vedere cosa succedesse. Il loro progetto di arte di strada propone quello stesso tipo di esplorazione. Mettere insieme l’estetica del passato con quella presente crea nuovi significati indipendenti? Il progetto Leo & Pipo ha così preso vita da solo.

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