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«Epica-Etica» Rassegna di monologhi teatrali   «Epica-Etica» Rassegna di monologhi teatrali
Pubblicato da: m.ramirez





  “Antropolaroid”
Spettacolo teatrale di e con Tindaro Granata

Lunedì 21 luglio - ore 21 - Sagrato della Basilica Cattedrale
  Il teatro di Dario Fo - “Lu Santo Jullare Françesco"
Interpretato da Mario Pirovano

Venerdì 8 agosto - ore 21 - Sagrato della Basilica Cattedrale
  Il viaggio di Ulisse
di e con Paolo Panaro

Mercoledì 27 agosto - ore 21 - Castello
  Il racconto di Enea
di e con Paolo Panaro

Giovedì
28 agosto - ore 21 - Castello
  Le confessioni di Sant'Agostino
Legge Alessandro Preziosi

Giovedì 11 settembre - ore 21 - Sagrato della Basilica Cattedrale



 
“Antropolaroid”
spettacolo teatrale di e con Tindaro Granata


Lunedì 21 luglio 2014
ore 21
Sagrato della Basilica Cattedrale



Lunedì 21 luglio alle ore 21 sul sagrato della Basilica Cattedrale "Maria Santissima della Madia" le Politiche Culturali e Giovanili del Comune di Monopoli, in collaborazione con Vincenzo Zampa, presentano “Antropolaroid”, spettacolo teatrale di e con Tindaro Granata con scene e costumi di Margherita Baldoni e Guido Buganza, elaborazioni musicali di Daniele D’Angelo e luci di Matteo Crespi.

Tindaro Granata ha ricevuto il Premio della giuria popolare della “Borsa Teatrale Anna Pancirolli”, il Premio “ANCT” dell'Associazione Nazionale dei Critici nel 2011, il Premio Fersen in qualità di “Attore Creativo” nel 2012 e il Premio Melato 2013 come attore emergente.

TRAMA - Francesco Granata nel settembre del 1925 si impicca perché scopre di avere un tumore incurabile. La moglie incinta, sola, si reca spesso al cimitero per bestemmiare sulla tomba del marito. Il figlio Tindaro Granata, nel 1948 viene implicato in un omicidio di mafia, ordinato dal noto Signor Badalamenti di Patti. Maria Casella nel 44 si innamora di Tindaro che incontra ad una serata di ballo organizzata da suo padre per presentargli il suo futuro sposo, un ufficiale tedesco. La giovane si oppone al matrimonio, scappa con Tindaro, facendo la “fuitina”. Teodoro Granata nasce l’anno dopo. Diventato adulto, Teodoro emigra in Svizzera. Tornato in Sicilia sposa Antonietta Lembo e con l’aiuto del Signor Badalamenti apre una falegnameria. Tindaro Granata nasce nel settembre del 78. Adulto, parte per il servizio militare , si imbarca per due anni sulla nave Spica, e qui incontra il nipote di Badalamenti. Il giovane Tino Badalamenti dopo che il padre viene indagato per delitti di mafia si confida con Tindaro. Ma questo è il giorno in cui Tindaro parte per Roma, vuole diventare un attore. Tino Badalamenti si suicida impiccato.





Il teatro di Dario Fo
“Lu Santo Jullare Françesco”

Interpretato da Mario Pirovano

Venerdì 8 agosto 2014
ore 21.00
Sagrato della Cattedrale

Mario Pirovano

San Francesco - Dipinto del pittore Jan van Eyck

Il testo di Fo è stato scritto per la prima volta circa 20 anni fa sulle colline tra Perugia e Gubbio, dove san Francesco iniziò a rivoluzionare il cattolicesimo medievale con la sua condotta e la sua predicazione. Negli anni, mentre veniva rappresentato, è stato perfezionato, integrato, corretto, ampliato fino a diventare un gioiello di letteratura storica, teatrale e artistica.

L’elezione del nuovo papa che ha preso il nome del santo di Assisi e le scelte ‘francescane’ di Bergoglio sono state uno stimolo potente per il premio Nobel che ha ripreso a portare in giro la sua affabulazione con una toccante premessa in favore del papa argentino.Dario è inimitabile, ma sente il peso degli anni e non può fare tutte le recite che vorrebbe. In compenso i suoi monologhi hanno un interprete di valore che il maestro autorizza a recitare e al quale, spesso, da utilissimi consigli artistici.

Mario Pirovano vive e lavora da 30 anni, ogni giorno, a fianco di Dario Fo. Ha partecipato a tutti i passaggi più felici e più tragici della vita del maestro, fino alla scomparsa di Franca Rame. Pirovano ha visto immaginare, scrivere e interpretare per centinaia di volte lavori teatrali meravigliosi e quando Dario Fo ha rallentato il suo lavoro, Mario Pirovano ha continuato a portare in tutto il mondo il Mistero Buffo, Johan Padan a la descoverta de le Americhe ecc.

La vita di san Francesco è un racconto pedagogico, artistico e storico che lascia una profonda traccia nel cuore e nella memoria. Spettacolo da non perdere.

Management Novinew – Bari
Ufficio stampa: 347 8880111





Il viaggio di Ulisse
di e con Paolo Panaro

Mercoledì 27 agosto
ore 21
Castello


Il Viaggio di Ulisse” - Itinerario poetico-letterario attraverso il mito da Omero, Ovidio, Nonno di Panopoli, Plutarco.

Raccontare i miti è il modo più immediato per esplorare il territorio della nostra psiche dove quelle storie regnano come simboli profondi. I miti dei Greci sono giunti a noi in un corpus frammentato di storie, di allusioni e in un infinito numero di varianti.

Il mito di Ulisse è uno dei pochi nodi tematici su cui si fonda la millenaria cultura occidentale. Ulisse è l’eroe da imitare, il forte e coraggioso re di una piccola isola, ma anche l’uomo per eccellenza, con i suoi bisogni e le sue debolezze. Non ha voglia di partire per la guerra e si finge pazzo. Smascherato, è costretto ad assediare Troia. Alla brutalità dello scontro fisico preferisce l’uso della furbizia e della menzogna. L’odio di un dio e la sua curiosità lo spingono a viaggiare in un Mediterraneo sconosciuto, abitato da mostri, ninfe e maghe bellissime, giganti carnivori e solitari re ei venti. Lui non è l’eroe della partenza, è l’uomo del ritorno.


Paolo Panaro. Formatosi presso la Scuola di Interpretazione ed Espressione Scenica diretta da Orazio Costa Giovangigli, Paolo Panaro lavora come attore e regista con il Centro Diaghilev presso la Casa dei Doganieri di Mola di Bari. Parallelamente all’attività teatrale, conduce un’accurata ricerca sulla narrazione scenica. Rifacendosi alla tradizione canterina degli antichi contastorie e affabulatori è divenuto uno dei pochissimi specialisti del raccontare orale. Sarà attraverso le innumerevoli pagine che molti scrittori hanno dedicato al mito di Ulisse, che Paolo Panaro racconterà il mito: annodando brani da Ovidio, Plutarco, Nonno di Panopoli, Dante, Baudelaire, Pascoli, Joyce, Borges, Eliade, D’Arrigo, Calasso e Vernant al poema omerico, si costruirà un unico e ininterrotto racconto.
[fonte: www.iltaccoditalia.info]






Il racconto di Enea
di e con Paolo Panaro

Giovedì 28 agosto
ore 21
Castello


Se si sceglie di lavorare sull’ Eneide, opera scritta in una lingua morta da un poeta lontanissimo nel tempo, non lo si fa solo per un interesse verso il passato o per amore verso la preziosa bellezza della poesia antica, ma, soprattutto, perché questo poema racconta, con straordinarie parole e sorprendenti architetture narrative, la storia di un uomo. Enea, dopo aver subìto un grave danno, tenta di rifarsi un’esistenza intraprendendo un viaggio per un altrove incerto, ostile, abitato da uomini, dèi e destini totalmente diversi dal suo. La descrizione di questa avventura esemplare somiglia al viaggio stesso di Enea nel regno dell’Oltretomba: lo spettatore viene accompagnato fino alle soglie di quella zona della coscienza dove tutti i racconti del mondo sopravvivono in forma di ombre, imprigionati nella nostra memoria più profonda. Lo spettacolo, in una appassionante versione in endecasillabi del testo (ispirata alle celebri traduzioni di Cetrangolo, Canali, Calzecchi-Onesti, Vivaldi e, in modo particolare, di Annibal Caro) e attraverso la tecnica teatrale della narrazione scenica, cerca di stabilire un contatto diretto e attuale con la vicenda umana di Enea, con l’infelice Didone, con il rassegnato Anchise e con i sentimenti assoluti che pervadono i versi di Virgilio e che parlano della vita dell’uomo di ogni tempo: l’odio, l’amore, i legami familiari, il senso di appartenenza a una patria.
[fonte: www.colorivivacimagazine.com]




“Le confessioni di Sant'Agostino”

Legge Alessandro Preziosi


Venerdì 8 agosto 2014
ore 21.00
Sagrato della Cattedrale


Le Confessioni: un testo che mi ha letteralmente folgorato. È una presa di coscienza sempre nuova e attuale di valori universali; una grande riflessione sul mistero della nostra vita”. Nelle parole di Alessandro Preziosi, attore di cinema, teatro e televisione, tra i protagonisti dello spettacolo italiano, risuona il fascino del capolavoro di Agostino.
Le Confessioni contano solo in Italia più di quaranta edizioni. Un numero impressionante che conferma il successo dell’opera. Testo immortale, diario di un’anima, storia di una conversione, il testo più amato e letto dopo la Bibbia, che ha affascinato e continua ad affascinare giovani e adulti, intellettuali, uomini e donne di tutte le latitudini, di diverse culture e convinzioni religiose.

Alessandro Preziosi legge e re-interpreta il libro in una traduzione attuale che, pur mantenendosi fedele all’originale, avvicina al lettore di oggi questa figura tra le più affascinanti della storia e della cultura occidentali.


La Voce - Alessandro Preziosi (1973), diplomato all'Accademia dei Filodrammatici di Milano, ha all’attivo una carriera artistica di successo: dai classici di Eschilo e Shakespeare al musical “Datemi tre caravelle!” di Pennisi e Durante, a teatro; alle interpretazioni nelle soap televisive Vivere, Elisa di Rivombrosa, Il Capitano e il tv movie S. Agostino della Lux Vide; alle produzioni cinematografiche de I Viceré di Roberto Faenza, La masseria delle allodole diretto dai Taviani, Mine vaganti di di Ferzan Ozpetek. È direttore artistico della Link Academy, dipartimento di Performing art della Link Campus University.

L’opera è prodotta da Khoral.teatro, una compagnia di produzione teatrale riconosciuta dal Ministero per i Beni Culturali, Dipartimento per lo spettacolo dal Vivo, in contatto con i principali distributori circuiti di distribuzione teatrale sul territorio nazionale e con diverse Istituzioni culturali. L’intento è di perseguire una linea editoriale molto forte e coerente nel campo dello spettacolo dal vivo e nelle sue applicazioni multimediali facendo della collaborazione tra le diverse specificità artistiche il suo punto di forza.





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