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Cristo delle Zolle: «L’immobile non ha l’agibilità»   Cristo delle Zolle: «L’immobile non ha l’agibilità»
Pubblicato da: sante.scarafino

COMUNICATO STAMPA N.2047
24 luglio 2014
 
Cristo delle Zolle: «L’immobile non ha l’agibilità»
Il meccanismo di gestione del 2006 non ha funzionato
 
«Presso l'immobile denominato Cristo delle Zolle non è stato possibile allocare alcun evento del cartellone estivo (tranne che per allestimento temporaneo esterno per gli anni 2009, 2010 e 2011) poiché attualmente l'immobile non gode delle agibilità in termini di Pubblico Spettacolo, al pari di quando fu consegnato al Servizio Politiche Culturali, ovvero al termine dei lavori di ristrutturazione e valorizzazione del Patrimonio rurale». Ad affermarlo è il Consigliere Comunale delegato alla Cultura Giorgio Spada rispondendo all’interrogazione presentata dai Consiglieri Comunali Paolo Comes e Michele Suma per conoscere gli intendimenti dell’Amministrazione riguardo l’utilizzo nell’ambito di programmazioni culturali dell’immobile in C.da Cristo delle Zolle avendo in essere un contratto di locazione ventennale.  «Tale immobile è stato storicamente utilizzato, in armonia con le finalità previste dal Progetto Integrato allegato al contratto, sempre in modo parziale, ovvero all'esterno, già dal termine dei suddetti lavori», precisa Spada.
 
Nel 2006 il Comune di Monopoli ha acquisto in locazione l’immobile per venti anni (per un canone complessivo di € 345.000) ricevendo dalla proprietà Pertosa un progetto di recupero e valorizzazione dello stesso ottenendo un finanziamento P.O.R. Puglia 2000/2006 di € 350.000,00. Ai sensi del contratto, altresì, il Comune di Monopoli deve servirsi dell’immobile esclusivamente per le finalità culturali descritte nel Progetto Integrato allegato al contratto e redatto dall’artista Paolo Panaro e al termine dei venti anni (salvo recesso) il Comune di Monopoli è tenuto a restituire l’immobile. Il complesso meccanismo di gestione del 2006 che destinava l’immobile e l’area agraria circostante all’utilizzazione prevalente del Conservatorio di Musica Nino Rota di Monopoli non si è mai innescato e non ha mai funzionato. Così nel 2010 fu definito un piano di gestione che coinvolgeva anche il Teatro Pubblico Pugliese al fine di colmare le lacune originarie del progetto di fruizione attraverso l’ampliamento delle aree a parcheggio assolutamente insufficienti e progettazione dell’agibilità per pubblico spettacolo dell’interno.
 
«In un momento in cui non pare possa essere intendimento del Governo Italiano finanziare iniziative di carattere culturale sia a livello locale sia a livello nazionale, è estremamente difficile che l'Ente Comunale possa farsi carico della gestione di tale immobile senza contemplare l'intervento del privato», evidenzia Spada. Che conclude: «Considerando che la Città di Monopoli sia nelle facoltà di rescindere il contratto di locazione anche prima della scadenza fissata con il locatore privato il quale, per effetto del contratto stesso, acquisirebbe ogni opera di valorizzazione realizzata, non sembra opportuno proseguire nella direzione sinora percorsa ipotizzando, piuttosto, il dirottamento del canone di locazione, e degli eventuali costi di gestione e/o co-gestione per la realizzazione di una stagione culturale, sugli immobili di proprietà dell'Ente Comunale siti nel centro urbano e/o nell'agro cittadino».

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