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“Nel Giardino degli Ulivi”   “Nel Giardino degli Ulivi”
Pubblicato da: sante.scarafino

COMUNICATO STAMPA N.1011
28 giugno 2011
“Nel Giardino degli Ulivi”
Teatro e Musica nell’anfiteatro di Cristo delle Zolle dal 4 al 31 luglio
 
Cultura e Natura è un binomio forte e indissolubile che sostiene il progetto Nel giardino degli ulivi organizzato dal 4 al 31 luglio nell’anfiteatro di Cristo delle Zolle (situato nella campagna tra Monopoli e Alberobello) dall’Assessorato alla Cultura della Città di Monopoli in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese e con il coordinamento del Centro Diaghilev. Un ciclo di spettacoli teatrali e musicali che vedrà alternarsi su questo suggestivo palcoscenico agreste alcuni artisti noti e amati dal grande pubblico, come Peppe Barra, David Riondino, Lello Arena insieme ai Virtuosi di San Martino con il loro teatro-musicale intriso di raffinato umorismo e l’attore monopolitano Paolo Panaro con un articolato itinerario tra letteratura e
teatro.
 
Non c’è dubbio, però, che il motivo di maggior richiamo è costituito proprio dalla struttura che ospita la manifestazione. Il complesso di Cristo delle Zolle è un luogo di straordinaria bellezza, immerso tra gli ulivi secolari dell’agro monopolitano, che il Comune ha realizzato recuperando una chiesa della fine del Cinquecento-inizi del Seicento per destinarla, con un accurato e appropriato piano di ristrutturazione, a teatro polifunzionale con accorgimenti tecnici e architettonici di indiscutibile fascino e di notevoli suggestioni creative
e allestendo nello spiazzo antistante la facciata principale un teatro all’aperto, capace di contenere oltre trecento spettatori. Pur limitando attualmente l’attività alla stagione estiva, in attesa del perfezionamento dei lavori della parte interna, l’Amministrazione comunale è impegnata a individuare le modalità più corrette di utilizzo del nuovo impianto teatrale.
 
«Vogliamo elaborare le strategie di intervento più opportune – sostiene l’Assessore alla Cultura Rosanna Perricci - per tracciare un cammino organico che esalti il ruolo di Cristo delle Zolle quale importante contenitore artistico. Un’azione decisa e coerente che evidenzi la fondamentale funzione sociale della struttura, mettendola in relazione con la realtà di riferimento e con un più ampio bacino di utenza e facendone, quando potrà agire a pieno regime, il punto cardine di un sistema culturale dove siano poste in costruttiva sinergia le strutture operative del territorio».
L’intento, cioè, non è quello di “riempire” semplicemente il nuovo spazio scenico di Cristo delle Zolle con iniziative valide, ma di provare a elaborare un progetto con una fisionomia, un’identità, una riconoscibilità ben delineate. Un’idea d’intervento finalizzato alla creazione di un Centro per lo spettacolo che, in maniera omogenea e sistematica, abbracci disparate forme di espressione artistica e che, al contempo, sappia mediare le esigenze locali con l’inderogabile bisogno di un aperto confronto con le più significative esperienze
che si vanno maturando altrove.
 
Nel giardino degli ulivi vuole iniziare a rispondere a questa esigenza, partendo proprio dalla valorizzazione del contesto ambientale di Cristo delle Zolle. La pianta dell'ulivo domina le nostre campagne e, simbolicamente,si radica nell'immaginario collettivo, quale misura e vessillo di cambiamenti epocali in cui si coniugano natura e cultura all’interno di un intreccio tra storia e leggenda, con percorsi che compongono una sinfonia di racconti e rimandi letterari. Stupisce la straordinaria narrazione di cui sono artefici i muretti a secco che abbracciano le piante di ulivo, delineando veri e propri giardini e stabilendo un armonioso rapporto tra pietra e zolle di terra. Ulivi giganteschi, secolari, dalle forme scultoree, impressionano per la loro struttura che assume connotati architettonici, nascondendo, di tanto in tanto, bianche masserie o antiche chiese rupestri, come appunto, Cristo delle Zolle.
 
Il programma della rassegna si apre con “Paolo Panaro narra…”: una sezione del cartellone in cui Panaro, tra pagine di storia e grandi romanzi, proporrà un approccio alla conoscenza del luogo insolito e coinvolgente, muovendosi dal palcoscenico dell’anfiteatro alla campagna circostante all’ombra degli ulivi per un originale ciclo di Letture al tramonto. Il 4 e 5 luglio (ore 21) andrà in scena la novità di Nicola Saponaro Dietro le quinte, dedicata al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con Paolo Panaro, Marcello Prayer ed Elisabetta Aloia; il 6 luglio ore 21 Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, lettura scenica con Paolo Panaro e Marcello Prayer; mentre al tramonto (inizio ore 19 con ingresso libero) Panaro sotto gli ulivi leggerà Horcynus Orca I parte di Stefano D’Arrigo (8 luglio), Horcynus Orca II parte di Stefano D’Arrigo (9 luglio), Maruzza Musumeci di Andrea Camilleri (13 luglio), Nuvolario di Fosco Maraini (14 luglio).
 
Sabato 16 luglio (ore 21) David Riondino sarà protagonista di Fermata provvisoria, uno spettacolo in cui un menestrello contemporaneo, come quelli del passato, si ispira alla radice popolare per raccontare storie che si intrecciano tra loro. Un lavoro comico basato sulla ricerca letteraria, in un gioco di continua reinvenzione e riscrittura.
 
Giovedì 21 luglio (ore 21) Lello Arena e Claudio Di Palma saranno impegnati in Don Chisciotte, una produzione di Teatro Segreto su testo di Ruggiero Cappuccio da Cervantes, per la regia di Nadia Baldi. Che si concentra sul conflitto tra modernità efferata e umanità poetica, sulla solitudine, l’illusione, l’alienazione nel lirismo di una realtà che non è più o che non è mai stata, ma vive fresca nella memoria come ricordo presente.
 
Domenica 24 luglio (ore 21) I Virtuosi di San Martino (Roberto Del Gaudio voce, tammorra, ghiaia; Vittorio Ricciardi flauto, ottavino, temple-blocks, voce; Luca Bagagli violino, putipù, voce; Maurizio Villa chitarra, guiro, voce; Federico Odling violoncello, bongos, voce) presenteranno Nel nome di Ciccio, una esilarante carrellata di canzoni, brandelli, situazioni, tratti dal vastissimo repertorio del teatro di avanspettacolo, della rivista, del teatro musicale. Un omaggio al grande Nino Taranto, dove I Virtuosi di San Martino, alla loro maniera, rivisitano la "Macchietta", di cui Ciccio Formaggio fu celeberrimo emblema. Piccole storie di piccoli e buffi uomini, sempre divertenti e tutte riconducibili a sgambetti di linguaggio e di situazioni, all'interno delle quali queste figure rivelano la loro crisi e la loro drammatica comicità.
 
Domenica 31 luglio (ore 21) chiusura con Peppe Barra in Concerto (Paolo Del Vecchio chitarra, mandolino, Luca Urciuolo fisarmonica e pianoforte, Ivan Lacagnina percussioni, Sasà Pelosi basso, Massimiliano Sacchi clarinetti). Assistere a uno spettacolo di Peppe Barra significa incontrare l’anima di Napoli. E’ il depositario dei segreti magici della tammurriata, ma anche il tramite moderno tra la poesia e lo spirito popolare. Un affresco melodico e ritmico dal sapore passato e dalle sonorità contemporanee. Sul palco Barra, con energia istintiva e travolgente, fa convivere musica e linguaggi diversi, sempre pregni di grande teatralità e della sua inimitabile espressività. Uno spettacolo in cui il teatro si trasforma in una trama fitta di sogni, passioni e sentimenti, citazioni e ricordi.
 
Per informazioni e prenotazioni 3331260425 - 3398796764

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