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LETTERATURA


AI QING 艾青




Ai Qing 艾青 nacque a Jinhua, nella provincia del Zhejiang 浙江, lo stesso territorio dal quale proviene il flusso migratorio cinese in Italia. Ha nove anni quando, in Cina, emerge il Movimento del 4 maggio 1919 con le sue istanze di rinnovamento culturale, democrazia e visione scientifica, le donne cominciano ad accedere al sistema educativo, alla cultura e a togliere le fasce ai piedi torturati dalla tradizionale pratica della fasciatura.
Jiang Haicheng 蒋海澄 (1910 – 1996), noto con lo pseudonimo di Ai Qing, fu un testimone partecipe della dolorosa storia cinese del Novecento, viaggiò in Francia e, dal 1928 al 1931, fu a Parigi, ove conobbe la poesia europea. La sua attrazione per il romanticismo ha questa derivazione: tra i poeti preferiti annoverò il belga Verhaeren, ma anche Rimbaud, Sergej Esenin, Walt Whitman e Mayakowsky.
Tra questi il preferito fu Whitman, del quale condivise la sensibile percezione del mondo e la vena di poeta popolare.
Nel 1957, nel corso della Campagna contro gli elementi di Destra 反右运动, subì una dura critica per la sua linea politica e scomparve dalla scena letteraria, per riprendere poi una intensa attività poetica negli anni Ottanta. Fu riabilitato politicamente solo nel 1979, anno nel quale riprese anche a viaggiare in Europa.

La poesia "Un brindisi" (祝酒, 祝酒) fu scritta infatti in quell’anno, nel corso di un suo viaggio in Italia, nella città di Milano. Il suono del brindisi con i suoi amici italiani gli ispira questa poesia semplice, giocata tutta sugli omofoni e sulle onomatopee, melodiosa come una nenia.
Il suono “cin cin” del nostro brindisi è infatti omofono in lingua cinese di “qin qin” 亲亲, che veicola il significato di “affetto” e traduce anche “baciare” e assonante con “qing qing” 轻轻, che veicola il significato della “lievità e leggerezza” ma anche della “delicatezza e gentilezza”.

Candidato tre volte al premio Nobel per la letteratura, Ai Qing non vinse mai il prestigioso premio della Accademia di Stoccolma, forse perché i tempi non erano ancora maturi perché uno scrittore cinese, né espatriato né dissidente, orgogliosamente legato alla sua terra nonostante avesse subito le umiliazioni della rivoluzione culturale e fosse stato reintegrato solo con la caduta della banda dei Quattro, ricevesse il più prestigioso riconoscimento letterario d’Occidente.



     CUCINA
 
La definizione di cucina cinese è la sintesi di cucine regionali anche molto diverse. Possiamo distinguere otto varianti regionali, corrispondenti ad altrettante province di provenienza: Anhui, Guangdong, Fujian, Hunan, Jiangsu, Shandong, Sichuan e Zhejiang.
I Cinesi condividono le portate e mangiano con l'aiuto di bacchette o di cucchiai di legno o di porcellana. La tavola si caratterizza per il suo aspetto sociale: rotonda e talvolta sormontata da un piatto girevole dove sono depositati i piatti; nessun coltello è presente a tavola, sia perché ogni cibo è già stato tagliato in piccoli pezzi durante la fase di preparazione e sia perché il coltello, simbolo di offesa e di minaccia, non può comparire in un luogo – la tavola – che è simbolo invece di armonia e composizione dei conflitti.
Tutti gli alimenti sono tagliati in cucina, ad eccezione dei frutti di mare che talvolta sono serviti non sgusciati. La successione diacronica delle portate, che rientra nelle abitudini alimentari dell’Italia e degli altri paesi occidentali, nella cucina cinese è sostituita dalla policronia delle portate e dalla ricerca di equilibrio dei sapori tra tutte le portate e in ciascuna di esse.
La cucina cinese classifica infatti cinque sapori fondamentali: dolce, salato, acido, amaro, piccante. Le pietanze si differenziano in cibi yin 阴 (freddi), come i funghi e i germogli di bambù, e cibi yang 阳 (caldi), quali le spezie e le carni. Si prende in considerazione la nozione, derivata dalla medicina tradizionale, di complementarità dei corpi caldi e freddi. L'unione di yin e yang è alla base del menù cinese. I piatti talvolta sono scelti a fini terapeutici, come ad esempio i nidi di rondine o le pinne di pescecane, che sono ingredienti naturalmente insipidi. Un’altra specificità della cucina tradizionale cinese è l'assenza di prodotti lattieri a causa di un'intolleranza al lattosio che esiste in numerosi paesi asiatici. La cucina cinese è nota per essere una cucina sana e leggera, che fa uso frequente di verdure appena saltate e di carne tagliata in piccoli pezzi, per facilitarne la digestione, così come di pesce, servito subito dopo essere stato pescato.



Noodles


I noodles sono una specie di spaghetti che possono in realtà avere forme e tipi di preparazione molto diverse, realizzati con una straordinaria varietà di ingredienti: farina di riso, acqua e sale. In generale, vengono serviti con carne, verdure o entrambi, e anche con pesce e soprattutto crostacei.
Gli spaghetti cinesi possono essere di grano (mian 面 ) o di riso (fen 粉). In Cina lo “street food” è abitudine molto comune ed esistono ristoranti di quartiere specializzati nella preparazione di paste fresche “tirate a mano” chiamate lamian 拉面, che infatti significa “pasta tirata”.


Ravioli al vapore



I ravioli al vapore, chiamati jiaozi 饺子,sono un tipico piatto dalla cucina cinese e di tutto il sud est asiatico. La loro tradizionale cottura al vapore prevede che nella vaporiera si stendano delle foglie di verza su cui adagiare i ravioli, che poi vanno lasciati cuocere per circa dieci minuti, e quindi serviti con salsa di soia o altra salsa a scelta, spesso piccante. Il ripieno può essere composto da sole verdure, da carne prevalentemente di maiale e da verdure miste a gamberi. La pasta che li avvolge può essere un semplice impasto di farina e acqua oppure una sfoglia di riso e in alcuni casi una pasta dove sono presenti anche le uova.


Riso alla cantonese



Il riso è fondamentale nella dieta cinese e di molti altri popoli orientali e non è strano il fatto che venga impiegato anche per ricavarne la pasta. Questo cereale, inoltre, è utilizzato per ottenere moltissimi altri tipi di alimenti e bevande, dai dolci ai liquori. Tra le ricette tipiche del riso, la più conosciuta è quella del riso alla cantonese, un piatto apparentemente semplice che prevede quali ingredienti solo riso, prosciutto cotto, piselli, uova, olio di semi e sale.


Germogli di soia




Le verdure sono parte integrante della dieta cinese, anche perché la composizione di ogni piatto segue una filosofia che si potrebbe definire del “piatto unico”, tesa a integrare carboidrati, verdure e sostanze proteiche. Una delle ricette a base di verdure, più facili da realizzare, sono i germogli di soia fritti. A una base di frittura con aglio, zenzero, carote e bambù tagliati sottili, si aggiungono i germogli di soia, che vanno conditi con sale e pepe.


Maiale in agrodolce



ll maiale in agrodolce è una pietanza cinese molto apprezzata e diffusa in tutto il mondo. I bocconcini di carne di maiale vengono prima coperti di pastella e fritti, poi arricchiti con verdure saltate in padella e cosparsi di una gustosissima salsina agrodolce.


Pollo alle mandorle




Tra le pietanze della cucina cinese più conosciute ad apprezzate nel mondo occidentale vi è sicuramente il pollo alle mandorle: una ricetta gustosa, saporita e semplice da realizzare.
Per la preparazione del pollo alle mandorle occorrono ingredienti tipicamente cinesi quali salsa di soia, radice di zenzero fresca, mandorle pelate, pollo, farina, cipolle, olio e sale.



Doufu o formaggio di soia



Il doufu 豆腐, talvolta definito anche come caglio di semi di soia, è un alimento diffuso in quasi tutto l'estremo oriente,dalla Cina al Giappone, dalla Corea al Vietnam, Thailandia e Cambogia.
Il doufu si ottiene dalla cagliata del latte di soia e dalla successiva pressatura in forme, la sua produzione è quindi molto simile a quella del normale formaggio derivato dal latte; ecco perché spesso viene chiamato “formaggio vegetale”. Il caglio scelto viene sciolto in acqua, mescolato nel latte di soia e portato a ebollizione sino a quando si ottiene il coagulo morbido. Il liquido viene quindi filtrato, utilizzando un tessuto, e successivamente pressato.



Anatra alla pechinese (Beijing kaoya 北京烤鸭)



L'anatra alla pechinese è uno dei piatti più celebri della cucina cinese e decisamente il più complesso: la preparazione, secondo la ricetta originale, richiede ben quattro giorni di lavoro. Le origini storiche di questa particolarissima ricetta risalgono alla dinastia mongola Yuan (1206 – 1368). Il piatto era infatti inserito nella lista delle portate imperiali. La cottura avviene in forni speciali, costruiti con pietre telluriche.


Bevande
 

Il tè è parte integrante della quotidianità dei cinesi, che furono i primi a coltivare la “camellia sinensis”, ovvero la pianta del tè: l'arte dell'infusione e il conseguente consumo della bevanda si diffusero in Cina fin dalla dinastia Tang (618 – 907 d.C.)
Molto comuni sono anche le bibite a base di yogurt dolce in bottiglia in vendita nei negozi o lo yogurt fresco che si acquista alle bancarelle. I cinesi amano anche i liquori preparati con erbe e altri ingredienti, che considerano benefici per la salute e per le loro proprietà ricostituenti o afrodisiache. Uno dei superalcolici preferiti dai cinesi è il maotai 茅台, prodotto dal sorgo (una specie di miglio) e utilizzato per brindare durante i banchetti.
 




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